anichetta gocciolante per irrigazione a goccia in campo

Quanto dura una manichetta per irrigazione

Quanto dura una manichetta per irrigazione?

Chi usa la manichetta gocciolante (chiamata anche ala gocciolante leggera o "tape") si fa spesso questa domanda: dopo una stagione la devo buttare o posso riutilizzarla? La risposta breve è: dipende. Dipende dallo spessore del tubo, da come lo usi e da come lo tratti durante e dopo la stagione. Vediamo insieme cosa cambia davvero la durata di una manichetta.

Monostagionale o pluristagionale: da cosa dipende

La manichetta nasce come sistema di irrigazione a basso costo, pensato in origine per un utilizzo di una sola stagione. Oggi però, grazie allo sviluppo di spessori più robusti, molte manichette possono tranquillamente essere riutilizzate per più stagioni, a patto di raccoglierle con cura a fine ciclo e di non danneggiarle troppo durante l'uso.

Lo spessore si misura in mil (millesimi di pollice) e sul mercato trovi manichette che vanno dagli 8 mil, più sottili ed economiche, fino ai 15, 18 e 24 mil, decisamente più robuste. Come regola generale: più lo spessore è basso, più la manichetta è economica ma delicata e adatta a un uso stagionale; più lo spessore sale, più il tubo regge urti, trazioni e più stagioni di lavoro.

I fattori che accorciano (o allungano) la vita della manichetta

La pressione di esercizio. Le manichette danno il meglio lavorando a basse pressioni, di solito intorno a 1 bar. Lavorare a pressioni più alte non solo rovina l'uniformità dell'irrigazione (i gocciolatori erogano più acqua del previsto), ma può anche indebolire il tubicino: anche se in seguito torni a lavorare a pressioni normali, il danno può portare comunque alla rottura della manichetta col tempo.

L'esposizione al sole (raggi UV). Il sole è uno dei principali nemici della manichetta. Le manichette di buona qualità sono realizzate con polietilene selezionato apposta per resistere a raggi UV, muffe, microrganismi e alle sostanze chimiche normalmente usate in agricoltura, ma l'esposizione continua e diretta accelera comunque l'invecchiamento del materiale. Ricoprire la manichetta con un leggero strato di terra, oppure posarla sotto pacciamatura, aiuta a proteggerla dai raggi UV e anche da vento e roditori, allungandone di parecchio la durata.

Come la maneggi in campo. Tagli, forature, abrasioni e trazioni eccessive durante la posa o la raccolta sono tra le cause più comuni di rottura precoce. Anche gli insetti con apparato boccale masticatore o pungente possono danneggiare il tubo: se sai di lavorare in condizioni a rischio, meglio orientarti su uno spessore maggiorato fin dall'inizio.

La qualità dell'acqua e il filtraggio. Una manichetta si "consuma" anche dall'interno: se l'acqua contiene sabbia o impurità e il sistema di filtraggio non è adeguato, i gocciolatori si intasano e la pressione interna può salire in modo irregolare, mettendo sotto stress il tubo. Un buon filtro a monte dell'impianto è quindi anche una forma di manutenzione preventiva della manichetta stessa.

Quanto dura, in pratica?

Non esiste un numero fisso valido per tutte le manichette, perché la durata reale dipende dalla combinazione di spessore, pressione di lavoro, esposizione al sole e cura in campo. Come riferimento generale:

  • una manichetta sottile (8-10 mil), usata a pressioni corrette e ben gestita, di solito copre bene una stagione;

  • una manichetta con spessore maggiore (15-24 mil), se raccolta con attenzione a fine ciclo, può arrivare tranquillamente a più stagioni di utilizzo.

Le manichette realizzate con materiali di qualità certificata (conformi alla norma UNI EN ISO 9261 e certificate dall'Istituto Italiano dei Plastici) offrono generalmente una maggiore garanzia di durata nel tempo, proprio perché il materiale è stato selezionato e testato per resistere agli agenti atmosferici e all'usura tipica del lavoro in campo, come sottolinea anche Plastic Puglia, storico produttore di manichette gocciolanti.

Qualche consiglio per farla durare di più

  • Lavora sempre alla pressione consigliata, di solito 1 bar: non aumentarla pensando di dare più acqua alle piante.

  • Se il terreno lo permette, ricopri leggermente la manichetta o posala sotto pacciamatura per proteggerla dal sole.

  • Maneggiala con cura in fase di posa e di raccolta, evitando tagli e trazioni inutili.

  • Installa sempre un filtro adeguato a monte dell'impianto per proteggere sia i gocciolatori che il tubo.

  • Se prevedi un uso pluristagionale, scegli fin da subito uno spessore più robusto (15 mil o superiore) e occupati di raccordi e giunzioni di buona qualità.

  • Se una sezione si buca o si rovina, non serve buttare tutto il rotolo: con un manicotto flottante di riparazione puoi ripristinare il tratto danneggiato in pochi minuti, anche direttamente in campo.

Domande veloci

Una manichetta da 8 mil si può riutilizzare l'anno dopo? In teoria sì, se raccolta con cura e senza danni evidenti, ma essendo uno spessore sottile è più indicata per un uso stagionale: per un riutilizzo sicuro negli anni meglio orientarsi su spessori maggiori.

Perché la mia manichetta si è rotta a metà stagione? Le cause più comuni sono una pressione di esercizio troppo alta, danni meccanici durante la posa o la lavorazione del campo, oppure l'esposizione prolungata ai raggi UV senza alcuna protezione.

Conviene comunque scegliere uno spessore maggiore fin da subito? Dipende dal budget e dall'uso previsto: se ti serve un impianto stagionale su una coltura annuale, uno spessore sottile va benissimo; se punti a riutilizzare l'impianto per più stagioni, uno spessore maggiore è un investimento che si ripaga nel tempo.

In conclusione

La durata di una manichetta gocciolante non è scritta sulla confezione, ma dipende da come la usi: pressione corretta, protezione dal sole, cura in fase di posa e un buon filtro a monte fanno davvero la differenza tra un utilizzo di una sola stagione e uno di più anni. Se hai dubbi su quale spessore o modello scegliere per la tua coltura, contattaci: siamo qui per aiutarti a trovare la soluzione più adatta al tuo terreno e al tuo tipo di impianto.

Foto di Ngobeni Communications su Unsplash

 

 

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